- Le Frazioni -

 
PANNACONI

 

 

Il Chorion Ton Pannakonon (= il paese di Pannaconi) era già formato nel 1130 attorno alla famiglia dei Pannaci, composta da professionisti che in quella località risiedevano.
Nel 1524 Mene ricordata la chiesa di S Nicola di Pannaconi.
Nel territorio del paese vi fu il monastero di S.Maria del Bosco degli Eremiti Calzati di S.Agostino, già cenobio basiliano, che fu assegnato agli agostiniani nel 1570.
Gli storici non conoscono la data precisa della fondazione, ma si conose la data in cui fu soppresso ad opera del Papa Innocenzo X: 1652.
Un particolare valore ha avuto la Villa Gabrieli, di cui pubblichiamo una foto della porta. Pannaconi sorge ad un'altezza di 235 m. sul livello del mare. nel 1800 si contava una popolazione di 438 abitanti, mentre oggi raggiunge le 1700 unità. In paese vi sono 45 bambini che frequentano la scuola materna, 98 ragazzi la scuola elementare, 54 la scuola media inferiore.
Altissima a Pannaconi è la percentuale degli emigrati, infatti almeno 50 abitazioni su un totale di 126 sono disabitate a causa del fenomeno dell'emigrazione.
Pannaconi è la frazione piu grande e popolosa del comune. rappresenta il volano dell'economia del territorio comunale, per la presenza di numerose attività commerciali ed artigianali e di molti professionisti che esercitano nel paese
La parrocchia intitolata a S.Nicola è retta da Don Domenico Grasso, anche qui vi e la confraternita di M SS. della Lettera di cui è priore il Sig Corigliano Pasquale.
La polisportiva di Pannaconi. e stata fondata nel 1988 con presidente Domenico Bonavena.
Nella stagione 1990/91 la squadra di calcio Pannaconi vince il campionato di Terza Categoria e la Coppa Disciplina. Nell' anno 1992/93 disputa con successo il campionato di Seconda Categoria ottenendo la promozione nella Prima.

 

 

 
FAVELLONI  
 

I fratelli Favello negli anni precedenti il 1130 possedevano dei poderi nel luogo dove è sorto il paese, che da essi prenderà il nome di Favellones.
In un documento del 1310 si ricorda la chiesa di S.Filippo di Favellone, il nome diventerà in seguito Favelloni e dopo la ricostruzione del 1905 ad opera dei piemontesi, Favelloni-Piemonte.
Il paese è stato colpito da numerosi terremoti che ne hanno segnato la storia: il terremoto del 27 Marzo 1638 (Sabato Santo), ci furono 55 case di-strutte; quello del 5 Febbraio 1783, il più violento, distrusse completamente Favelloni provocando la morte di quattro persone; infine 1'8 Settembre del 1905 in piena notte il paese fu distrutto e ci furono 7 morti. Favelloni diede i natali a Francesco, detto volgarmente Miscita, monaco dell'ordine dei Minimi, descritto come uomo di altissima tempra morale e spirituale, mori a Palermo nel monastero di S.Maria degli Angioli dove trascorse parte della sua vita, il 17 Novembre 1685.
Favelloni si trova ad un'altezza di 330 metri sul livello del ma-re, con una popolazione di circa 570 abitanti, mentre ali' inizio del 1800 ne contava 324.
Anche per Favelloni il lavoro svolto dai ragazzi della scuola media segnala la presenza di trenta bambini che frequentano la scuola elementare, 19 ragazzi quella media, mentre solo due frequentano la scuola media fuori dal territorio comunale
I ragazzi delle scuole medie superiori sono 30 mentre 20 sono gli universitari.
Le case disabitate sono 25, di cui 10 per decesso dei proprie-tari e 15 perchè emigrati
La parrocchia di Favelloni S.Filippo D'Agira è retta dai padri Scalabriniani: P. Maffeo Pretto, P. Mino De Pascalis. P Gianni Borin, P Giuseppe Piccolo
Quella di Favelloni è una delle parrocchie che costituiscono l'unità pastorale della missione scalabriniana, insieme a Sciconi, Condoni, Briatico, S.Leo e S Costantino.
Il volontariato è molto attivo a Favelloni infatti due anni fa è stato realizzato un campetto di calcio, fortemente voluto dai cittadini di questa frazione, che si sono prodigati per la sua realizzazione, a dimostrazione del fatto che le strutture pubbliche, e quanto di più utile per l'intera comunità, si possono ottenere con un po' di buona volontà e senso civico.
Frutto del lavoro, della generosità e della sensibilità di questi cittadini sono anche la bella piazza antistante la chiesa parrocchiale, oggi intitolata a Mons Scalabrini e il restauro della chiesa stessa, completa-mente realizzato senza alcun finanziamento pubblico.

 

MANTINEO E PIANA PUGLIESE

 
 

Già appartenente alla giurisdizione di Briatico, la borgata fu distrutta e incendiata dagli arabi quando fu distrutta Vibona.
S.Maria di Mantineo era un monastero di monaci greco-bizantini chiamati basiliani; Gli storici riconoscono che era un monastero antichissimo, ma non sono finora conosciute la data dèll'origine e della fine del monastero.
In un documento del 2 Maggio 1524 viene menzionata la chiesa di S.Michele di Mantineo. Sul territorio di Mantineo sorse un'importante distilleria gestita dai proprietari sigg. Gagliardi. Brancia e Lo Preiato di Vibo Valentia; incassata al fondo di una gola tra due colline, dove confluiscono diverse fiumare, la fabbrica ha ancora un certo interesse architettonico. All'inizio servi per la distillazione dolciaria di varie essenze e solo alla fine del secolo scorso fu trasformata in frantoio. Mantineo sorge ad un'altezza di 298 m. sul livello del mare ed ha una popolazione di 270 abitanti.
Osservando la planimetria del paese e volendo dare ad esso una forma, vediamo che assume la caratteristica di una barca in riva al mare, da cui si posso-no ammirare le suggestive bellezze del golfo di S Eufemia.
Dalla statistica preparata dai ragazzi di Mantineo risulta che i bambini frequentanti la scuola materna sono 8, quelli che frequentano la scuola elementare sono 14, 17 quelli della media e 12 le scuole medie superiori, mentre una sola ragazza ha proseguito gli studi a livello universitario
I ragazzi che non hanno continuato gli studi dopo le medie sono 26 di questi 7 sono emigrati
Va ricordato che le scuole di Mantineo sono frequentate dai bambini provenienti da Piana Pugliese, piccolo borgo agricolo sulla strada che porta verso Mantineo con una popolazione. di circa 100 abitanti e sorge a
354 m. dal livello del mare. do-ve si contano circa 38 abitazioni.
Le parrocchie di S.Michele di Mantineo e dell'Annunziata di Piana Pugliese sono guidate da Don Nicola Pugliese, il quale regge anche le parrocchie di S.Cono e dell'Assunta di S. Marco.
Mantineo e Piana Pugliese non offrono momenti ricreativi ne per gli adulti, né per i giovani. per entrambi gli unici luoghi di ritrovo sono il Bar e la parrocchia.

 
 
 

SAN MARCO

 
 

Il Chorion Aghiou Màrkou (= il paese di San Marco), nel 1245 era costituito con la sua chiesa della SS. Madre di Dio; infatti la borgata fu menzionata nell'atto di vendita redatto ne11245 dal notaio Chelidonis
San Marco ebbe importanza come centro agricolo e religioso, fu vicariato foraneo comprendente le parrocchie di Cessaniti, Favelloni, San Cono. Mandaradoni, Zungri, Papaglionti.
Anche la suddetta chiesa della SS Madre di Dio viene nomi-nata in un documento del 1310-1311.
Il paese è stato distrutto dai terremoti del 1783 e 1905
Non vi sono ruderi antichi che ricordano il passato, nella vicinanza vi sono diverse grotte eremitiche, luoghi di ritiro dei monaci basiliani.
Il paese sorge a 368 m. sul livello del mare e ha una popolazione di 350 abitanti.
E' situato su un'ampia collina da cui si ammirano
l'incantevole golfo di S.Eufemia i monti della Pre-Sila e le propaggini del Poro. La scuola materna di San Marco è frequentata da 6 bambini, quella elementare da 8, 9 sono i ragazzi che frequentano la scuola media. 23 le medie superiori, mentre 14 giovani studiano all'università. I diplomati in paese sono 19 di cui 13 sono disoccupati e 6 lavorano.
Le case disabitate sono circa 28, 25 per emigrazione e 3 per decesso dei proprietari

 
 
 

SAN CONO

 

Nel "Sigillum Aureum" del conte Ruggero del 1086 viene riportato il nome del paese. Tou Aghiou Konou (= il paese di San Cono).
Nella chiesa di questa borgata si conserva la reliquia di un dito carbonizzato del santo protettore San Cono la cui autenticità è comprovata da numerosi bolli applicati dalle autorità diocesane.
Non si sa come e quando la reliquia del santo sia pervenuta nella chiesa di San Cono, la vicenda è oscura e si perde nella tradizione popolare...
I1 dito viene esposto ai fedeli. annualmente alla vigilia della seconda Domenica di Luglio stabilita come festa in onore del patrono.
Nel territorio della borgata furono ritrovate nel 1837-1840 due pezzi di epigrafe scolpite sul marmo del IV sec. (raccolta
Capialbi)* San Cono è situato a 351 m sul livello del mare , con una popolazione di circa 260 abitanti la posizione del paese e molto caratteristica la parte superiore termina su una balconata dove sorge un monumento dedicato al santo protettore, e da dove si può ammirare il golfo di S.Eufemia, e le scalina-te collinari che dal Poro scendono verso il Tirreno. Mentre la parte inferiore del paese presenta una struttura urbanistica particolare con vie strette e strade lastricate.
I bambini che frequentano la scuola materna sono 9, quella elementare 10, solo 6 la scuola media inferiore e 13 quella media superiore, solo 3 di bambini frequentano la scuola elementare fuori dal comune.

*Dai Manoscritti di Domenico La Torre